| Alcuni
scrittori di vaglia o, se preferite, di grido adoperano
indifferentemente gli aggettivi "spettacolare"
e "spettacoloso": una vittoria spettacolare;
una cerimonia spettacolosa. A nostro modesto modo
di vedere c'è, invece - tra i due aggettivi
- una sottile differenza semantica riportata, del
resto, anche da alcuni dizionari, quelli con la "V"
maiuscola. "Spettacolare" andrebbe adoperato
solamente per indicare qualche cosa fatta apposta
"per dare spettacolo", talvolta anche con
un po' di esagerazione: manifestazione spettacolare.
L'altro aggettivo, "spettacoloso", per indicare,
invece, ciò che veramente "è spettacolo":
l'atleta ha fatto un salto spettacoloso. Alla luce
di questa "differenza semantica" possiamo
dire - senza ombra di dubbio - che gli esercizi acrobatici
che si vedono nei circhi sono "spettacolosi",
non spettacolari. Spettacolare, insomma, lascia intravedere
un qualcosa di inutile, al contrario di spettacoloso
che racchiude in sé una certa "grandiosità".
Ma tant'è. Questa è la lingua. E come
andiamo ripetendo non sempre è adoperata a
dovere, anche da coloro che si piccano di "fare
la lingua".
Certi dizionari registrano il termine "retrobottega"
fra le parole così dette sovrabbondanti, parole,
cioè, che possono essere tanto di genere maschile
quanto di genere femminile: "il" retrobottega
e "la" retrobottega. A costo di attirarci
le ire di coloro che hanno curato certi vocabolari
"permissivi" e di alcuni pseudolinguisti
che "spopolano" sulla grande stampa diciamo
che retrobottega è solo femminile e con il
regolare plurale retrobotteghe. Come mai, vi chiederete,
prevale la forma errata maschile "il" retrobottega?
La risposta è semplicissima: per effetto della
sua abbreviazione - "il retro" - il cui
uso, discutibilissimo, è stato immesso sul
"mercato della lingua" da "scrittori
di vaglia" e "grandi firme" del giornalismo.
Retrobottega, insomma, è (e deve restare) solo
femminile perché - come sappiamo - la stragrande
maggioranza dei sostantivi in "a" sono di
genere femminile: la casa, la cucina, la camera, la...
retrobottega. Insomma, pur essendo un nome composto
(retro-bottega) segue il genere dei nomi semplici
in "a". Per caso qualcuno dice "il"
retroguardia? "il" retromarcia? "Retro"
- come specificano i migliori dizionari - è
"la prima parte di parole composte di origine
latina o di formazione moderna col significato di
'dietro', 'all'indietro' ", ma non determina
affatto il "sesso" della parola che segue
(a parte qualche eccezione come "retroscena").
Non vediamo, quindi, per quale oscuro motivo i più
insistano nel dire e nello scrivere (erroneamente
e con la benedizione di qualche vocabolario) "il"
retrobottega.
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