31.07.04

Appuntamenti d'agosto

NEWS_ec2206-002.jpg Gli appuntamenti di agosto con la scrittura:
1 agosto a Cesenatico, in provincia di Forlì-Cesena: incontro con gli scrittori Ennio Cavalli, Giulia Niccolai, Umberto Piersanti e Roberto Piumini
3 agosto a Cortina d'Ampezzo, in provincia di Belluno: incontro con Sergio Romano
4 agosto a Livorno: "Attese", di Elena Loewenthal (Bompiani)
5 agosto a Lignano Pineta, in provincia a Udine: "Libertà dietro le sbarre", di Candido Cannavò (Rizzoli)
8 agosto a Castiglioncello, in provincia di Livorno: "Kashmir Palace", di Mimosa Martini (Nutrimenti)
12 agosto ad Ancona: "Restituiscimi il cappotto", di Adrián N. Bravi (Fernandel) 13 agosto a Finestrelle, in provincia di Torino: "Una questione d'onore. Fenestrelle 1810", di Alessandro Sponzilli (Ananke)
14 agosto ad Anacapri, in provincia di Salerno: incontro con gli scrittori William T. Vollmann, Seven Dreams e Antonio Moresco
15 agosto a Capalbio, in provincia di Grosseto: "Novecento primo, secondo e terzo", di Alberto Asor Rosa (Rizzoli)
16 agosto a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca: ci sarà l'incontro con Piero Fassino
18 agosto a Corvara, in provincia di Bolzano: incontro con Beppe Severgnini
19 agosto a Cervinia, in provincia di Aosta: "La casa dell'anima", di Vittorio Sgarbi (Bompiani)
20 agosto a Sciacca, in provincia di Agrigento: "Di nome faceva Michele", di Gery Palazzotto (Flaccovio Dario)
22 agosto a Predazzo, in provincia di Trento, "Butta la luna", di Maria Venturi (Rizzoli)
23 agosto a San Gimignano, in provincia di Siena: convegno "International summer school 2004"
24 agosto a Vasto, in provincia di Chieti: "Ad occhi chiusi", di Gianrico Carofiglio (Sellerio)
28 agosto a Crema, in provincia di Cremona: "Niente del tango", di Paolo Brunelli, (Edizioni Clandestine)
29 agosto a Santo Stefano Belbo, in provincia di Cuneo: consegna del Premio Letterario Cesare Pavese a Khaled Fouad Allam
30 agosto a Como: "Il giro del mondo in aspettativa", di Andrea Bocconi (Guanda).

Ulteriori appuntamenti sono visibili alla pagina delle presentazioni di Alice.it.

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26.07.04

nuove modalità espressive nell'era del digitale

Incontro performance con Carla Diana e Jim Gladman.

VILLA ARAGONA CUTÒ - Via Consolare, Bagheria (PA)
Venerdi 30 luglio 2004 h 19.00
Per informazioni: b.sansone@headroom.ws
Ingresso libero

news_carladiana.jpg Sta accadendo qualcosa, e non solo a partire da oggi.
L'universo digitale ha spalancato le porte della creatività, consentendo a chiunque di procurarsi mezzi e strumenti, di sperimentare nuove forme espressive, di accedere al lavoro degli altri senza muoversi da casa, di offrire al mondo intero le proprie opere.
Si sta di conseguenza sviluppando un nuovo settore creativo, in cui confluiscono arte, intrattenimento, design, performance, suono, comunicazione visiva, narrativa multimediale, programmazione, video.
Qualcosa di cui tutti possono essere spettatori, ma anche, in modo incredibilmente accessibile, protagonisti.

Bagheria avrà l'onore di ospitare due personaggi che si sono già distinti per i risultati ottenuti nell'ambito di questa ricerca: Carla Diana e Jim Gladman. I due artisti incontreranno il pubblico per raccontare di sé, mostrare e illustrare le loro opere, utilizzandole anche come strumenti per improvvisare performance.

Carla Diana, attraverso i suoi lavori, spiegherà come da un'ispirazione si passa all'elaborazione di un concetto, per poi sviluppare un progetto, realizzarlo attraverso lo strumento attualmente più indicato (Macromedia Flash) e proporlo al pubblico mondiale attraverso Internet.
Jim Gladman illustrerà il suo viaggio iniziato dalle arti figurative e il design per approdare all'universo del video, dell'immagine in movimento scelta e manipolata istantaneamente.

L'evento sarà diffuso sul Web in live streaming:
www.actionscript.it/liveconf

Maggiori informazioni: http://headroom.ws/carladiana

Notizia pubblicata da manuscritto alle 18:57

25.07.04

Dire e non parlare

Da "Riflessioni" di Vincenzo Cerami

NEWS_e32.gif Io credo che usare il cellulare per inviare messaggi a destra e a manca procuri angosce segrete, malesseri trasversali, disagi dell'animo pungenti e indecifrabili. Scegliere il linguaggio telegrafico scritto invece della voce viva, nasconde un'insidia e forse anche una paura. Perché scrivere e non parlare direttamente? D'altra parte il costo della telefonata è lo stesso. Non è più intenso e bello sussurrare "ti sto pensando" invece di digitare nel vuoto?
È più facile "dire" che "parlare", forse è questa la ragione dei mille messaggini invisibili che sfrecciano nell'aria. Il nodo sta proprio qua: la paura non è di parlare, ma di ascoltare. Qualsiasi conversazione telefonica, seppure breve,
fa emergere disaccordi, malintesi e precisazioni che affaticano. La frase lapidea messa per iscritto sul display evita questa fatica, e le possibili inquietudini che può far nascere. Tuttavia, dire senza parlare lascia un po' di amaro in bocca, perché abbiamo comunque ravvivato quella paura dentro di noi.
Ma c'è un altro velenoso motivo che può trasformare l'SMS in un piccolo nido di nevrosi. Nelle sale d'aspetto, nei treni, sugli autobus, nei cinema, a scuola, in fila alla posta, vedo tantissime persone che premono lettere sul cellulare. Ogni volta mi viene in testa la stessa immagine: di qualcuno che si annoia e quindi
lancia messaggi agli amici vecchi e nuovi e agli amori vecchi e nuovi.
Con un semplice gesto delle dita, in tempo quasi reale, si può raggiungere chi si vuole e dirgli tutto ciò che si vuole. Tornano e si affollano i fantasmi, si resuscitano gli affetti sepolti da tempo. Qua una frase provocatoria, là un tentativo di approccio, là ancora un sassolino da togliersi dalla scarpa.
Ora per ricordare agli altri che esistiamo, ora per ricordare a noi stessi che esistiamo per gli altri.
Quando i cellulari non c'erano, non c'erano neanche questi problemi
e questi nuovi disturbi della personalità. Oggi, se per un'intera giornata non riceviamo messaggini, ci sentiamo soli, abbandonati, dimenticati. Qualche volta addirittura morti. Abbiamo la certezza che nessuno sta pensando a noi.
Sono tutti presi dalle proprie faccende e di queste faccende non facciamo parte. Anch' io, più di quanto creda, sono vittima di questa occulta manipolazione psichica del telefono cellulare. Mi riprometto sempre di non cadere nella trappola, ma faccio come quegli indù del deserto che fanno voto di non mangiare pesce.

[Fonte: www.vincenzocerami.it

Notizia pubblicata da manuscritto alle 21:08

Di Graal in Graal

NEWS_ilcodicedavinci.jpg Da noi in Italia, è in classifica da 28 settimane, con sette ristampe. In America ha venduto tre milioni e mezzo di copie. «Lire» lo dava come il best-seller in Europa. E’ «Il codice Da Vinci», thriller esoterico con tanto di Graal e Templari e Arca dell’Alleanza. Nel romanzo uno dei luoghi centrali è in Scozia nella Cappella di Roslyn, località fino a poco tempo fa più conosciuta per la povera pecora Dolly. Oggi invece è meta di migliaia e migliaia di lettori del «Codice Da Vinci» che pensano di poter trovare fra le mura di pietra della quattrocentesca Cappella, ricchissima di iscrizioni, immagini scolpite, colonne, il segreto dei Templari. Il romanzo di Brown ha riacceso una psicosi collettiva facendo schizzare del 56% le presenze di turisti e curiosi. Addio silenzio su Roslyn.

[Fonte "La StampaWeb". Articolo scritto da Nico Orengo"]

Notizia pubblicata da manuscritto alle 02:25

24.07.04

La notte dei mille racconti

NEWS_logo1000racconti.gif Dal tramonto all'alba: la fiera del racconto
Palermo. 24 luglio 2004
Atrio della Biblioteca Comunale
Atrio San Michele Arcangelo
piazza Casa Professa 1

La notte dei mille racconti è una fiera di parole, dal tramonto fino alle luci dell'alba, per mettere in campo racconti su racconti, storie che si accavallano e s'intrecciano: la costruzione di una piazza che sia in sé l'evento sonoro del racconto, una staffetta di letture, una slam poetry a oltranza, tra musica, degustazioni, e piccoli fuochi e uno spazio dedicato alla fantasia dei più piccoli. Dal tramonto all'alba vengono narrati/letti centinaia di racconti, il pubblico entra in uno spazio circoscritto e può viaggiare da un racconto all'altro, seguendo le indicazioni del dépliant distribuito all'entrata.

Organizzato dall'Associazione Culturale Libr'aria - Libera scuola di scrittura

Il programma è sul sito ufficiale di L'br'aria

Notizia pubblicata da manuscritto alle 02:19

23.07.04

La memoria del fuoco - Quinta edizione di Carovane: dal 29 agosto al 5 settembre a Piacenza

NEWS_carovane04.gif E’ arrivata alla quinta edizione la manifestazione Carovane che, anche quest’anno, si terrà in Piazza Duomo a Piacenza, dal 29 agosto al 5 settembre. Ancora una volta a dare il nome alla rassegna, che vuole confermarsi punto di incontro tra popoli e culture diversi, e creare nuovi legami di amicizia e solidarietà tra il Nord e il Sud del mondo, sarà il titolo di un libro, questa volta di Eduardo Galeano, La memoria del fuoco. E proprio lo scrittore uruguaiano sarà uno dei protagonisti della manifestazione, durante la quale presenterà in anteprima il suo nuovo romanzo, Le labbra del tempo, in uscita l’8 settembre per Sperling & Kupfer. Ad animare i tanti dibattiti e gli incontri letterari di Carovane arriveranno nomi prestigiosi, e tra questi, senz’altro tra gli ospiti più attesi della rassegna, il Premio Nobelper la pace, Adolfo Pérez Esquivel e il poeta Ernesto Cardénal. Tanti anche gli scrittori ospiti de “La nave de los locos”, l’appuntamento serale durante il quale incontreranno il pubblico di Piacenza per raccontare i propri libri, e in alcuni casi per svelare qualcosa delle novità di prossima pubblicazione. Insieme a loro, autori, musicisti, poeti, intellettuali provenienti da luoghi e percorsi anche lontanissimi tra loro, ma uniti dalla passione per un mondo plurale. A Piacenza sono attesi, tra gli altri: Michael Albert, giornalista statunitense e autore di numerosi saggi sulla globalizzazione e l’economia partecipativa; la regista e scrittrice Cristina Comencini, la giornalista Ana Tortajada, autrice di un romanzo sulle donne Saharawi; il sociologo e saggista svizzero Jean Ziegler; il boliviano Oscar Olivera, vincitore del premio Goldman per la difesa dell’ambiente; la scrittrice spagnola ed editorialista del Pais, Rosa Montero; lo scrittore argentino Rolo Diez; il pacifista arabo-israeliano Zvi Schuldiner; i giornalisti e saggisti Maurizio Chierici, Gianni Minà, Marina Forti.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale di Carovane

Notizia pubblicata da manuscritto alle 00:57

20.07.04

Cosa leggono le star di Hollywood?

Oprah Winfrey, conduttrice del talk show più seguito negli Stati Uniti, ha chiesto ad alcuni dei suoi ospiti quali siano i loro libri preferiti.
Andiamo a curiosare tra gli scaffali delle star di Hollywood: forse potremo trovare qualche spunto di lettura per l'estate.

Cosa legge Gwyneth Paltrow ?
NEWS_gwinet.jpg "Jane Eyre" di Charlotte Brontë
"Delitto e castigo" di Fyodor Dostoevsky
"Il tè nel deserto" di Paul Bowles
"Franny e Zooey" di J. D. Salinger
"Il giovane Holden" di J. D. Salinger
Cosa legge Julia Roberts ?
NEWS_robertsj.jpg "Le palme selvagge" di William Faulkner
"La tenda rossa" di Anita Diamant
"Il cuore è un cacciatore solitario" di Carson McCullers

Cosa legge Nora Ephron ?
NEWS_noraepr.jpg "Personal Velocity" di Rebecca Miller
"Il taccuino d’oro" di Doris Lessing
"Anna dai capelli rossi" di Lucy Maud Montgomery
"Emma" e "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen
Cosa legge Kenneth Branagh ?
NEWS_brabagh.jpg "Il ritorno del nativo" di Thomas Hardy
"Il canto del cielo" di Sebastian Faulks


Cosa legge Kathy Bates ?
NEWS_katybates.jpg "Un tram che si chiama desiderio" diTennessee Williams
"Il buio oltre la siepe" di Harper Lee
"Turista per caso" di Anne Tyler
"Come gli ebrei cambiarono il mondo" di Thomas Cahill
Cosa legge Mira Sorvino ?
NEWS_sorvino.jpg "Il diario di Anna Frank" di Anne Frank
"La buona terra" di Pearl S. Buck
"Alla ricerca di un significato della vita" di Viktor E. Frankl
"In quelle tenebre" di Gitta Sereny
"La ragazza con l’orecchino di perla" di Tracy Chevalier
Cosa legge Emma Thompson ?
NEWS_emmathompson.jpg "La storia del signor Tod" di Beatrix Potter
"La valle della paura" di Sir Arthur Conan Doyle
"Pasto nudo" di William S. Burroughs

E infine...cosa legge Oprah Winfrey ?
NEWS_oprah.jpg "Ritorno all’amore" di Marianne Williamson
"Il buio oltre la siepe" di Harper Lee
"L’occhio più azzurro" di Toni Morrison
"Con gli occhi rivolti al cielo" di Zora Neale Hurston
"Il canto del silenzio" di Maya Angelou
"Una sedia per l’anima" di Gary Zukav

Notizia pubblicata da manuscritto alle 17:56

E' iniziato "Unidee in residence 2004": il campus della creatività

Cittadellarte - Fondazione Pistoletto ospita, nell'ambito dell'Università delle Idee, 19 giovani creativi provenienti da tutto il mondo. Dal 1 luglio al 31 ottobre 2004.

NEWS_unidee.jpg Le prime due settimane della quinta edizione di Unidee in residence hanno visto la presentazione da parte dei residenti del proprio lavoro e dei propri ambiti di intervento. Non sono solo artisti i diciannove partecipanti al campus della creatività che ogni anno Cittadellarte - Fondazione Pistoletto organizza nell'ambito del programma dell'Università delle Idee (progetto principale dell'ufficio Educazione di Cittadellarte). Alcuni di loro sono compositori, cuochi,
giornalisti. Insieme formano un gruppo affiatato e per quattro mesi avranno l'opportunità di prendere parte a workshop e laboratori, alcuni dei quali tenuti personalmente dall'artista Michelangelo Pistoletto, sviluppando i progetti ai quali stanno lavorando.
Cittadellarte inoltre propone loro alcuni ambiti di intervento caratterizzati da progetti già avviati come Love Difference - Movimento artistico per una politica intermediterranea (per sviluppare progetti che mettano in relazione le differenti culture del mondo, in particolare quelle che si affacciano sul bacino del Mare
Mediterraneo), A.I.M. (Attraverso I Muri, una serie di interventi artistici realizzati sui muri delle fabbriche del Biellese), Illycup collection (la proposta da parte dei residenti di idee per la realizzazione di tazzine per Illycaffè Spa che veicolino un messaggio di trasformazione sociale responsabile), la Trappa (un workshop sulle mappe di comunità realizzato in collaborazione con l’Ecomuseo del Biellese). I residenti vengono coinvolti dagli Uffici di Cittadellarte in workshop incentrati su temi quali la creatività sul posto del lavoro (laboratorio tenuto dall’artista canadese Raphaëlle De Groot, dell’Ufficio Lavoro) e la creatività come attivatore di processi di trasformazione del sistema economico (laboratorio condotto da Francesco Bernabei dell’Ufficio Economia). I partecipanti al campus hanno l’opportunità di interagire con la città di Biella e i suoi abitanti: un residente ha già effettuato nei giorni scorsi un video coinvolgendo i cittadini biellesi.

Successivamente attraverso Manydee, piattaforma virtuale nata per l'incontro e lo scambio di idee creative, ai residenti verranno offerte opportunità di collaborazioni progettuali con i partner di Cittadellarte (aziende e istituzioni pubbliche e private)
Al termine del residence, il 31 ottobre 2004, verrà organizzato Unidee in Progress, un vero e proprio open studio dove i residenti potranno esporre al pubblico i progetti ideati durante i quattro mesi di permanenza a Biella. In quella occasione verranno consegnati i certificati di partecipazione.    
Per maggiori informazioni:
Cittadellarte - Fondazione Pistoletto - via Serralunga 27, 13900 Biella.
Tel.: +39 015 28400; fax.: +39 015 2522540
Sito web.: www.cittadellarte.it

Notizia pubblicata da manuscritto alle 00:31

19.07.04

"Il dolore perfetto" di Ugo Riccarelli vince il Premio Strega 2004

Recensione di Maria Antonietta Ricotti Sorrentino

NEWS_riccarelli.jpg Un libro di contenuti forti,scritto con la levità della poesia.
E’ la storia di un paese,in particolare di due famiglie destinate a incrociarsi nel tempo,ma è anche la storia di un’Italia di provincia che vive gli avvenimenti storici dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri:i problemi dopo l’unità,la trasformazione della vita semplice e agricola di una piccola comunità dove ancora prevalgono i rapporti umani,il paesaggio naturale,i ritmi lenti e le tradizioni di una società idealizzata dall’autore come un’età dell’oro,ai mutamenti continui e progressivi portati dalle leggi “piemontesi”,che impongono regole e schemi di vita estranei alla spontanea semplicità degli abitanti,poi le novità portate dalla ferrovia e dal mondo moderno con le sue leggi economiche,le speculazioni,le comunicazioni che infrangono l’isolamento incantato del luogo,le nuove costruzioni…

Il racconto prende il via dall’arrivo del protagonista,un giovane maestro appena diplomato,che si trasferisce dal suo paese del sud ad una località toscana isolata, dove sta già arrivando la grande novità della ferrovia.Qui il maestro troverà l’amore,inizierà la sua vita professionale e familiare e nutrirà i suoi primi ideali anarchici che più tardi lo porteranno lontano.Il Maestro,un personaggio profondamente idealista, resterà nel paese una figura mitica,di cui si continuerà a parlare nelle generazioni successive.La sua famiglia si incrocerà,nei suoi discendenti, con quella di un commerciante locale di maiali,che rappresenta invece gli interessi più materiali della piccola comunità e l’altro volto della società del tempo.La storia è lunga e complessa,ricca di vicende e di figure interessanti.Personaggi pratici e opportunisti,personaggi umili e rassegnati,ma soprattutto( e a questi è rivolta l’amorosa attenzione dell’autore) personaggi dal cuore gentile,che hanno il dono di saper sognare e di perdersi nei loro orizzonti,o che hanno la forza di saper seguire i propri sogni o, ancora, figure solari che sanno vivere ed elargire attorno a loro il calore e la dolcezza dell’amore.

Tutto questo sullo sfondo di un’Italia povera e ancora oppressa dalle ingiustizie, dove si avvertono i primi sussulti di socialismo e i primi movimenti anarchici.Si susseguono i grandi eventi: la politica di espansionismo con le avventure coloniali,la prima guerra mondiale,la povertà,la febbre “spagnola”,le inquietudini sociali,l’avvento dello squadrismo e poi del fascismo,la seconda guerra mondiale….
Tuttavia gli avvenimenti storici non sono protagonisti della vicenda,anzi ne sono unicamente lo sfondo sul quale,nel succedersi degli eventi diversi, la varietà della vita e delle esperienze confermano come la realtà umana resti sempre la stessa:un ciclo che si ripete sempre,con le sue vicende di nascita,di amore ,di sofferenze e di morte.

Il simbolo di questo moto circolare dell’esistenza,del movimento perpetuo delle cose,quella “immobilità perfetta con la quale tutto ritorna,scorre e rimane dentro di noi per sempre” è un grande macchinario costruito da uno dei personaggi più recenti della storia,un marchingegno chiamato dal suo creatore:”Libertà”.
Lo scrittore,nella nota finale del libro, informa il lettore di essere stato condotto,una volta,da sua madre a vedere una macchina del moto perpetuo e che fu forse in quell’occasione che,nell’ascoltare il cigolio del macchinario,nell’osservare quell’intrico di fili,di ruote,di snodi,di movimento che avrebbe dovuto essere il “movimento senza fine”,per la prima volta percepì il senso dell’utopia. E da quel movimento perpetuo causato da un infinito incrociarsi di collegamenti,gli nacque forse l’idea della lunga storia umana,mossa dalle stesse regole di una vita senza fine,un meccanismo dell’esistenza che procede sgretolando i sogni,la volontà,gli ideali,l’amore e tutto ciò che costituisce il passo degli uomini.Le cose si ripetono,in situazioni e sotto forme mutate,ma tutto ritorna.
Rinascono le speranze e rinasce la vita,rinasce ogni volta l’amore che è l’unica grande forza positiva,ma tornano le sofferenze,gli ostacoli,le disgrazie,l’odio brutale dell’uomo,la morte.Una morte che viene vista non tanto come evento in sé per la persona che scompare,ma nel suo terribile destino di separazione di chi vive dalle persone amate E la consapevolezza che sempre,in ogni generazione di questa storia e di tutte le storie,lo scontro inevitabile tra ideale e reale,tra sogno e vita,l’urto disgregatore tra ciò che si vorrebbe costruire e ciò che l’ambiente,la società,la situazione umana non consentono di realizzare.La constatazione “tra quanto scappa veloce il desiderio dei sogni e come si infrange di fronte all’evidenza.”
Questo è IL DOLORE PERFETTO. E’ la grande utopia della vita costruita su tante infinite utopie.Un “dolore avvolgente,circolare,perfetto”.

Presentato in questo modo,il libro potrebbe sembrare infinitamente triste e chiuso in una tesi meccanicistica.Eppure non è così. Le vicende sono struggenti,sentimenti e situazioni sono fortemente coinvolgenti,lo svolgersi dei fatti porta verso conclusioni che sono sì di ineluttabilità,di resa dell’uomo di fronte al destino.Ma accanto alla realtà degli avvenimenti,c’è una realtà di potenziale umano,fatto di sentimenti,di sogni, di volontà,di capacità di ricordare e di tramandare,che pervade fortemente tutta la narrazione. L’esistenza è sì un moto perpetuo,ma conserva al suo interno tutto il vissuto,tutte le memorie,tutta la ricchezza delle emozioni,tutte le idealità che risorgono intatte,tutta la forza di vivere,tutta la capacità di sognare che sono il patrimonio perenne dell’uomo.Nel succedersi delle generazioni,gli amori,le lotte, i dolori si ripetono con una cadenza davvero struggente,ma sempre tutto rinasce con la generazione successiva.
Soprattutto c’è nei personaggi-chiave delle vicende il grande amore per la memoria,il voler ricordare e il voler raccontare.Questo motivo di fondo del voler raccontare è una specie di filo conduttore di tutto il libro.In ogni generazione c’è chi è capace di far rivivere le storie del passato,di narrarle con amore,di ricontemplare i paesaggi con la poesia di un tempo,di descrivere i personaggi idealizzati tra gli avi della famiglia,le storie d’amore più belle,le tradizioni rivissute con l’incanto del ricordo.Una vera età dell’oro di quando tutto era più semplice,più vero,più intenso,e le cose avevano ancora tutta la loro magia. E in ogni generazione c’è chi ama ascoltare e rivivere sognando,attingendo forza da un passato che resta in bilico tra realtà e immaginazione ,ma che è comunque un grande,meraviglioso mondo interiore che aiuta a vivere.

Sito Web del Premio Strega

Notizia pubblicata da manuscritto alle 01:03

14.07.04

La lingua come la civiltà. Segue i potenti di turno.

Fonte: Resto del Carlino (14 Luglio 2004) - Rubrica: Lettere & Commenti
OOF033.jpeg Maria Grazia di Bologna scrive:
"Caro vecchio vocabolario di italiano. Da buon amico ha seguito la nostra evoluzione per indicarci al meglio la nostra lingua. Ma il progresso sorpassa le cose belle. Ora va di moda l'inserimento di parole inglesei nel contesto di un discorso tutto in italiano. Queste parole non hanno una comprensione logica, specialmente per quelli come me ai quali apprendere l'inglese ormai non interessa più. Queste aperture alla lingua "multietnica" sono per me come un bel piatto di spaghetti condito con...scaglie di sapone."

Risponde Giancarlo Liuti (giornalista e docente di “Teoria e tecnica della comunicazione di massa”)
I migliori dizionari d'italiano contengono circa 140 mila vocaboli, solo il 7% dei quali è costituito da parole straniere, soprattutto inglesi o, più precisamente, statunitensi. Perciò siamo ancora ben lontani dal tramonto del nostro idioma, anche se molto già lo temono come un destino ineluttabile. Il fatto è che ogni lingua rappresenta un grado di civiltà, un assetto sociale, un sistema economico, e quanto più un certo modo di vivere si espande oltre i propri confini originari tanto più si diffonde la lingua che ne è l'espressione. Così fu per il latino, che con l'ingrandirsi dell'impero romano si propagò in gran parte del mondo allora conosciuto. Così oggi è per l'inglese americanizzato, immagine scritta e parlata della maggior potenza planetaria (militare ma anche scientifica, tecnologica, industriale, commerciale) e strumento con cui molti popoli possono ormai intendersi fra loro -produrre, studiare, nutrirsi, curarsi, svilupparsi- secondo il modello di relazioni ora prevalente, che è made in USA. In eterno? No. Come le civiltà, le lingue nascono, crescono e possono declinare. Ma i grandi cicli della storia durano secoli. Noi italiani, del resto, è da cinquant'anni che assorbiamo tanto dagli Stati Uniti: musica, cinema, letteratura, comportamenti individuali e collettivi. Come non assorbire, via via, anche parole? Ciò non significa, intendiamoci, che non si debba difendere, per quanto possibile, la nostra lingua madre, consapevoli del suo alto potere d'identità culturale e rinunciando a scimmiottamenti ed esibizionismi superflui. A lei, cara Maria Grazia, l'inglese non interessa? Forse, ma chissà quante volte ha detto "spray", "lifting" o " baby-sitter".

Notizia pubblicata da manuscritto alle 12:44

13.07.04

Concorso: "L'Italia si racconta in Rete"

NEWS_italicon.gif Il Consorzio Universitario ICoN bandisce il concorso letterario "L'Italia si racconta in rete". Il concorso è aperto a tutti ed è suddiviso in due sezioni: testo narrativo o diaristico presentato da cittadini italiani; testo narrativo o diaristico presentato da cittadini stranieri. Per questa prima edizione il concorso ha per tema "L'Italia e l'emigrazione". La partecipazione è gratuita. I testi presentati saranno pubblicati nella sezione "News" del sito ICoN e saranno accessibili da tutti gli utenti registrati. Il vincitore di ogni sezione riceverà un buono del valore di 750 euro per l'acquisto di libri. Gli autori dei dieci testi finalisti saranno invece premiati con un abbonamento annuale ai contenuti del sito ICoN.
I testi devono essere inviati in formato Word entro il 30 settembre 2004, con oggetto "Concorso L'Italia e l'emigrazione" alla casella di posta elettronica: info@italicon.it

Per saperne di più: www.italicon.it

Notizia pubblicata da manuscritto alle 00:08

08.07.04

"Researcher": una professione da scoprire

NEWS_researcher_liberation.jpg Che molti scrittori americani, soprattutto di genere ma non solo, avessero delle persone che li aiutavano nella fase di documentazione per un nuovo romanzo svolgendo per loro ricerche di vario genere, già si sapeva, ma non capita facilmente di sentir parlare uno di questi oscuri (e talvolta inconfessati) "aiutanti".
Libération ha intervistato uno dei grandi "researcher" della letteratura: una figura nascosta ma importantissima. L'intervistato è Gregg Sutter "che è il researcher nientemeno che del grande vecchio del noir Elmore Leonard". Nell'intervista si parla di questo lavoro, pressoché sconosciuto in Italia, e della sua importanza nella genesi di un romanzo. Spesso gli autori "guardano" con gli occhi di questi stretti collaboratori che possono visitare luoghi, assistere a eventi o fare ricerche al posto dello scrittore. Talvolta si tratta di assistenti "fissi", in altri casi possono cambiare a seconda del soggetto o del tipo di romanzo che viene scritto. Ad esempio Michael Connelly lavora preferibilmente con Carolyn Chris, ma non sempre. Un'intervista davvero da non perdere!
[Fonte: Alice.it]

L'intervista (in francese) è sul sito di Libération

Notizia pubblicata da manuscritto alle 01:30