22.02.05

Il workshop di scrittura creativa della WMI

NEWS_gradara.jpg La Writers Magazine Italia organizza un workshop di scrittura creativa dal 10 al 16 aprile 2005, presso l’agriturismo "L'Agricola della Serra", a Gradara, in provincia di Pesaro. Il corso avrà la durata di una settimana, e sarà strutturato come una vacanza/studio in compagnia del direttore e dello staff della Writers Magazine Italia. Verranno affrontate tutte le problematiche relative alla scrittura, al mondo editoriale e alla possibilità di venire pubblicati, con esercitazioni pratiche finalizzate alla pubblicazione di racconti e poesie sulla WMI e nelle iniziative editoriali di Delos Books. Docente sarà Franco Forte, giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore, direttore editoriale di Delos Books e direttore della Writers Magazine Italia. Tutti i partecipanti al corso avranno la possibilità di lavorare sui propri dattiloscritti e presentare le proprie opere allo staff della WMI e di Delos Books, con l’obiettivo di approdare alla pubblicazione.

Costo del corso
250 euro a persona.
Iscrizione/caparra
Per prenotare il corso occorre inviare una e-mail di conferma all’indirizzo redazione@writersmagazine.it specificando che si intende partecipare al corso di aprile a Gradara e, successivamente, versare una caparra di 50 euro direttamente all’agriturismo (alle coordinate che verranno comunicate in seguito). Termine ultimo per l’iscrizione domenica 13 marzo 2005.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale del Writers Magazine Italia

Notizia pubblicata da manuscritto alle 00:17

20.02.05

Italiano addio, sconfitto in Europa

Sabatini: «A Bruxelles i nostri politici non difendono il prestigio della lingua»
LA DENUNCIA Il presidente dell' Accademia della Crusca: è un colpo di mano amministrativo, ci hanno cancellato dalle conferenze dell' Unione

Il sospetto è che il presidente dell' Unione Europea, José Manuel Barroso, non ami l' Italia. La notizia è che il suo portavoce-capo, la francese Françoise Le Bail, ha cancellato la lingua italiana da tutte le conferenze-stampa dei commissari, ad eccezione di quelle che si tengono il mercoledì, unico giorno in cui è garantita la traduzione delle principali lingue dell' Ue. Dunque, l' italiano esce dal gruppo ristretto delle lingue stabili dell' Unione, al quale appartengono l' inglese, il francese e il tedesco.

Quanto basta per mandare su tutte le furie il presidente dell' Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, il quale alla difesa della nostra lingua anche nelle sedi istituzionali si dedica anima e corpo da anni. Professore, che significato ha questa decisione? «Se è così, significa che il prestigio della nostra lingua è molto diminuito. Fino a qualche anno fa la conoscenza dell' italiano presso il pubblico colto europeo era maggiore rispetto al tedesco e allo spagnolo. Oggi purtroppo non è più così». Che cos' è successo negli ultimi anni? «È successo che il valore e l' importanza della nostra lingua non sono stati abbastanza difesi nelle sedi istituzionali». Dai politici? Dal governo? Dai nostri rappresentanti in Europa? «I politici non hanno fatto nulla per difendere in Europa il ruolo dell' italiano. Il ministro competente è Gianfranco Fini, il ministro degli Esteri. Vorrei chiedergli: dov' è finito il nazionalista di An? Gli sbandieramenti generici dell' italiano non bastano». Ma perché l' italiano dovrebbe essere privilegiato rispetto alle lingue degli altri Paesi: lo sloveno, il danese, il portoghese, il ceco, l' ungherese, il finlandese eccetera? «Intanto, l' italiano è la lingua di uno dei paesi fondatori, il nostro Paese è stato a lungo il più popoloso dell' Unione, e ora si è fatto scippare la propria lingua come nulla fosse... Fino a due o tre anni fa la nostra lingua era affiancata al tedesco come lingua più studiata fuori dal paese d' origine». Oggi la popolazione europea che parla l' italiano come lingua straniera è il 2 per cento, la metà rispetto allo spagnolo. Dunque? «Un fatto del genere lo fa regredire ancora di più. Io sostengo questo: le lingue dell' Ue sono 20? Bene, manca una politica ufficiale dell' Unione sul problema linguistico complessivo e così si va avanti per vie di fatto che sono dei colpi di mano amministrativi. Invece bisognerebbe decidere una volta per tutte con un programma definito democraticamente e insomma con una politica linguistica vera e propria». Che non esiste? «C' è una Federazione europea delle istituzioni linguistiche, fondata a Stoccolma nel ' 93, che raccoglie tutte le accademie scientifiche, come la Crusca. Questa Federazione ha dichiarato la necessità di una politica dell' Unione: si è parlato di possibili compensi alle lingue che non vengono usate nelle istituzioni». Che tipo di compensi? «Per esempio finanziare l' insegnamento di queste lingue, sostenere le traduzioni per questi paesi, eccetera. Insomma, intraprendere tutta una serie di iniziative per aiutare quegli idiomi che non godono del privilegio di un uso istituzionale nei lavori dell' Unione. Se questo non si realizza, è una violazione dei diritti della carta europea dove si parla di pari dignità anche sul piano linguistico». Ma non si può certo pretendere che tutti i Paesi siano rappresentati con le loro lingue in sala stampa. Non crede che sarebbe un po' eccessivo? «È vero, se bisogna restringere per motivi economici, è necessario mettere in atto quei compensi di cui dicevo oppure stabilire dei turni che favoriscano ora questa ora quella lingua. Tanto ci sono sempre i traduttori. Queste però non sono decisioni che spettano al direttore di un ufficio ma al Parlamento». Questa decisione sulla lingua italiana va di pari passo con la perdita di prestigio politico del nostro Paese? Ha ragione Chirac? «Indubbiamente sì. Il prestigio di una lingua dipende dalla considerazione politica, culturale ed economica del Paese. Se si elimina l' italiano dai comunicati stampa, non è tanto per motivi finanziari, ma è perché si vuole affermare la superiorità di altri Paesi. La politica linguistica ha conseguenze sui rapporti commerciali e sul mondo produttivo: non è detto che un mobiliere della Brianza abbia a disposizione un traduttore per parlare con un' azienda tedesca...». Altre conseguenze sul piano pratico? «Sul piano pratico, questa decisione significa che la circolazione di informazioni non avverrà più nella nostra lingua, che l' insegnamento dell' italiano in generale sarà indebolito e che i giornalisti italiani nell' Unione saranno molto meno richiesti rispetto a quelli tedeschi o francesi. Senza dire che anche molti commissari avrebbero deciso di escludere i portavoce italiani». L' Accademia della Crusca ha già protestato in altre occasioni per casi simili? «L' anno scorso protestammo perché certi bandi di concorso europei non nominavano l' italiano come lingua straniera da far valere per essere assunti. Ricordo che in quell' occasione mi mandarono il testo di un concorso scritto in un italiano pieno di errori: su quel testo un candidato italiano avrebbe dovuto svolgere la sua prova per essere assunto come impiegato della Ue. Ciò significa che i nostri candidati erano sfavoriti in partenza e che nella commissione non c' era un solo italiano... Allora, io sono d' accordo che chiunque debba conoscere l' inglese, ma non è giusto che si selezionino politici, funzionari e impiegati sulla base dell' inglese». Ma non basta la presenza di buoni traduttori per ogni lingua? «Si è calcolato che i traduttori dell' Unione costano circa due euro a ogni cittadino europeo. Allora io dico: si finanzino traduttori in modo tale che l' italiano venga tradotto in finlandese, in cipriota e domani in turco e viceversa. Ma non si agisca sottobanco». Questo modo di agire sottobanco è una novità? «Un passo alla volta, è un fenomeno strisciante. Ma la colpa tipica dei politici italiani, e non da oggi, è trascurare la questione linguistica: un po' perché sono assenti alle riunioni, un po' perché sono incompetenti, un po' perché la faccenda viene sottovalutata, e nessuno ne fa una vera questione politica di principio». L' ELISEO Ha ragione il presidente Chirac: il Belpaese ha perso il suo peso politico e culturale LA FARNESINA Il ministro degli Esteri Fini non ci ha protetto: ma dov' è finito il nazionalista di An?

[Fonte: Il Corriere della Sera, di Di Stefano Paolo, 18/02/2005]

Notizia pubblicata da manuscritto alle 14:09

13.02.05

Subway letteratura. Edizione 2005

NEWS_subwaylett.gif Subway Letteratura, ideata e promossa dall¹Associazione Laboratorio-E20, ha per obiettivo la produzione e la divulgazione di testi letterari di qualità, in particolare presso i giovani, attraverso i Juke-Box Letterari e altri strumenti e occasioni di diffusione della scrittura e della lettura.

Nella primavera del 2005 verranno installati nei mezzanini delle più frequentate stazioni delle Metropolitane di Milano, Roma e Napoli 75 Juke-Box Letterari: contenitori-distributori dai quali i passeggeri della metropolitana potranno scegliere e prelevare (gratuitamente) un volumetto a firma di un giovane scrittore. E' prevista la distribuzione di 12 titoli per una tiratura complessiva di circa 3.000.000 di copie stampate su carta riciclata al 100%.

Vuoi partecipare?
Tutti possono partecipare con un racconto in prosa lungo al massimo 10 cartelle (20.000 battute) inviandolo entro e non oltre il 15 marzo 2005 (fa fede il timbro postale) a: Associazione Laboratorio E-20, Piazza Cadorna 10, 20123 Milano (tel. 02/8054324).

Maggiori informazioni sul sito dall'Associazione.

Notizia pubblicata da manuscritto alle 23:13

07.02.05

PAROLE DISEGNATE, PAROLE DIPINTE

I LIBRI D'ARTISTA DELLA COLLEZIONE MINGARDI
5 febbraio - 28 marzo 2005

NEWS_paroledipinte.gif I volumi illustrati presentati nell'iniziativa "PAROLE DISEGNATE, PAROLE DIPINTE", raccontano la storia del libro d'artista, tra l'Ottocento e il Novecento.


Dal 5 febbraio al 28 marzo, a Palazzo Magnani di Reggio Emilia si terrà la mostra "PAROLE DISEGNATE, PAROLE DIPINTE", promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, con il contributo degli sponsor istituzionali, Fondazione Pietro Manodori e CCPL Reggio Emilia, e della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza.

L'esposizione racconta attraverso 78 volumi della collezione di Corrado Mingardi la storia del libro illustrato, che simboleggia, soprattutto nel Novecento, l'incontro tra arte e letteratura.

Curata da Sandro Parmiggiani e Corrado Mingardi, l'esposizione si apre con alcuni grandi libri dell'Ottocento, illustrati da artisti come Eugène Delacroix (1828) per il Faust di Johann Wolfgang Goethe, Gustave Doré (1855) per i Racconti di Honoré de Balzac, Edouard Manet (1875) per Il corvo di Edgar Allan Poe; e ancora Odilon Redon, Edward Burne-Jones, Aubrey Beardsley, Max Klinger.
La sezione dedicata al Novecento viene introdotta da un Parallèlement di Paul Verlaine, illustrato da Pierre Bonnard (1900) che, oltre a aprire emblematicamente il nuovo secolo, tiene a battesimo le edizioni di Ambroise Vollard e segna l'inizio del fervido impegno dei grandi artisti nell'illustrazione del libro. Al capolavoro di Bonnard fanno seguito molti dei libri che sono entrati nella storia dell'editoria del Novecento. Tra gli artisti presenti con i loro lavori tra le pagine dei volumi in mostra - molti dei quali a fogli sciolti, e dunque esposti sulle pareti - possiamo ricordare: Rodin, Maillol, Kokoschka, Kandinsky, Grosz, Kirchner, Rouault, Chagall, Picasso, Braque, Matisse (di cui vengono integralmente presentate le 20 tavole a colori di Jazz, il capolavoro assoluto dell'artista), Léger, Le Corbusier, Dufy, Laurens, Derain, De Chirico, Ernst, Miró, Dubuffet, Lanskoy, Tal-Coat, Fautrier, Lichtenstein, Warhol, Dine, Francis, Rauschenberg, Riopelle, Van Velde, Giacometti, Annigoni, Arturo Martini, Campigli, De Pisis, Carrà, Manzù, Maccari, Mattioli, Baj, Tàpies, Alechinsky, Adami, Valentini.
La storia della collezione di libri d'artista che Corrado Mingardi - nato a Busseto (Parma), già professore di liceo, bibliotecario e infaticabile promotore di iniziative verdiane e di eventi culturali - ha raccolto nel tempo, viene ricostruita nella conversazione con Sandro Parmiggiani che apre il catalogo (edito da Skira), che contiene anche i testi di Edward Lucie-Smith, Jean-Louis Prat, Andrea Emiliani, e due conversazioni con Walter Valentini e Valerio Adami. Il volume, di complessive 296 pagine, riccamente illustrato, assume il carattere di una monografia di riferimento sul libro d'artista: di ciascuno dei 78 libri della collezione vengono pubblicate pagine stampate e immagini, frontespizi e copertine (talvolta opera di grandi legatori), e un'accurata scheda redatta dallo stesso Mingardi.

Per l'occasione, è stata realizzata un'edizione speciale del catalogo: una tiraura di cento copie del volume contenute in una scatola in tela, con un'acquaforte di Walter Valentini incollata sul fronte e, all'interno, un'altra acquaforte dello stesso artista, numerata e firmata in 100 esemplari. In vendita al bookshop di Palazzo Magnani al prezzo di Euro 200.

Informazioni
Reggio Emilia, Palazzo Magnani (Corso Garibaldi 29)
5 febbraio - 28 marzo 2005
Orari: 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00; chiuso il lunedì (aperto Lunedì dell'Angelo)
Biglietti d'ingresso: Euro 5 intero; Euro 4 ridotto; Euro 2 studenti
Catalogo: Edizioni Skira (Euro 38 in mostra; Euro 50 in libreria; edizione speciale con acquaforte di Walter Valentini, Euro 200)

Sito Internet: www.palazzomagnani.it

Notizia pubblicata da manuscritto alle 22:59

02.02.05

Premio per il migliore aforisma libridinoso

Per chi considera la lettura un grande godimento è stato indetto il primo concorso che premia il migliore “aforisma libidrinoso”. In palio ci sono 500 euro e la possibilità di essere pubblicati.

Il concorso che vuole premiare la “libidine per il libro espressa in una o due battute” è promosso dalla casa editrice Scipioni Editori. L’iniziativa mira ad accrescere la nuova edizione di Leggendogodendo, il libello che raccoglie aneddoti, curiosità, citazioni su libri, scrittori e lettori.
I lavori non devono superare le 400 battute e c’è tempo fino al 10 febbraio per inviarli via posta o mail alla casa editrice Scipioni.
Tutte le informazioni sul sito www.leggendogodendo.com

Notizia pubblicata da manuscritto alle 00:11